Oggi riflettevo sul Filindeu, quel miracolo culinario della mia Nuoro, un filo così sottile che quasi non si vede, eppure così resistente da poter creare una rete incredibile.
Mi chiedevo: non è forse simile al rapporto che abbiamo con la tecnologia?
L'intelligenza artificiale analizza milioni di dati in un secondo, prevede tendenze, ottimizza processi, eppure non può sentire la "texture" di un problema come chi prepara il Filindeu a Nuoro sente la consistenza dell'impasto.
Proprio come il Filindeu non è solo cibo, ma memoria e cultura, l'IA non è solo uno strumento, ma uno specchio che riflette la nostra capacità di dare significato alle cose.
A volte penso che se avessimo dato più ascolto alle saggezze antiche, oggi comprenderemmo meglio che la vera innovazione non sta negli algoritmi, ma nel modo in cui noi umani trasformiamo la complessità in arte.
P.S.: Il Filindeu mi ricorda sempre che la tecnologia sarà sempre e solo uno strumento, l'innovazione vera? Quella siamo noi.

